GRE valuta l’introduzione di un’unità di desolforazione del gasolio nella propria principale raffineria.

Ottimizzare i processi di lavorazione all’interno di una raffineria di petrolio non è un compito facile. Le caratteristiche dei petroli disponibili sul mercato sono diverse e nel tempo anche la domanda di carburanti ha conosciuto un’evoluzione tale da aumentare la volatilità in termini di volumi e caratteristiche delle diverse frazioni di prodotti destinati ai settori dell’autotrazione, riscaldamento, produzione di energia, petrolchimica (GPL, kerosene, benzina, gasolio, olio combustibile, asfalti, virgin naphtha, ecc.).

Competenza ed esperienza tecnica e commerciale sono elementi chiave in questo settore, che viene spesso disturbato, sia sul fronte della materia prima sia su quello dei prodotti finiti, da offerte “spot” di operatori poco affidabili.

L’efficienza energetica e la migliore valorizzazione di tutte le frazioni separate sono le chiavi della redditività delle attività di raffinazione, che non sempre sono integrate con le attività di esplorazione e produzione di gas e petrolio.

Il presente e il futuro delle raffinerie europee è stato oggetto di discussione, sia sotto il profilo dell’impatto ambientale che sotto quello della redditività, e sono stati numerosi e significativi i cambi di proprietà di alcune importanti raffinerie.

Il nostro cliente GRE, un’importante società petrolifera italiana, desiderava all’epoca valutare il ritorno economico associato all’introduzione di un nuovo impianto di desolforazione del gasolio da 150 m3/h, da realizzare all’interno di una sua raffineria. La desolforazione del gasolio avrebbe consentito di valorizzare meglio tale frazione.

Il proprietario della tecnologia aveva messo a disposizione di GRE i dati di performance di una unità standard, il cui progetto – corredato dei relativi preventivi di costo – sarebbe stato definito a valle di specifici accordi di collaborazione.

Prima di impegnarsi in una spesa piuttosto significativa, GRE desiderava verificare la convenienza dell’investimento rispetto ai diversi scenari di mercato.

Avevamo da poco ultimato la messa a punto del nostro sistema esperto Prima3, progettato per modellare un investimento industriale, caratterizzandone le quantità ed i costi delle diverse tipologie di componenti, per produrre un’accurata stima di costo. All’analisi dei costi si affiancava la modellazione delle proiezioni economiche pluriennali, per produrre il “Discounted Cash Flow” del progetto e valutarne la redditività. Il modello era inoltre corredato di un algoritmo per l’analisi dei rischi con il metodo Monte Carlo, che poteva simulare su base statistica l’andamento della redditività al variare dei valori delle variabili indipendenti.

Non fu quindi difficile costruire il modello, del progetto a partire dai dati forniti da GRE, integrati da informazioni raccolte su altri investimenti simili. Il modello, completamente integrato, ci consentiva di simulare in tempo reale l’andamento economico del progetto al variare dei parametri fondamentali di riferimento, rispondendo a tutti i quesiti del Cliente.

All’epoca, GRE aveva definito al 13% la soglia minima di tasso interno di rendimento (IRR) di un progetto per la sua attuazione. Per questo il progetto da noi analizzato, che dimostrava di superare tale soglia in oltre il 95% delle combinazioni esaminate, venne approvato per le successive fasi di sviluppo.

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